Da progetto a realtà

Al primo allenamento si contavano più monitori che giocatori e poi, i quattro giocatori si sono tanto divertiti da portare ognuno qualche amico al campo per la seconda attività. Le associazioni, le fondazioni e le conoscenze locali mi hanno ascoltato e hanno promosso l’attività al loro interno. Ed ecco che ad agosto la squadra contava oltre 16 elementi.

Pronti? “Sono nato pronto” – ha risposto il nostro capitano. Desiderosi di fare un torneo magnifico, intenzionati a confrontarci con realtà che da anni affiancano lo sport sociale a quello agonistico. Giocare contro queste squadre è stata un’emozione unica che ancora oggi mi fa pensare a quanto io sia stato fortunato. Fortunato e affascinato dalla gioia che i ragazzi mettono in campo e fuori. Il vero valore aggiunto può per i più essere considerato come l’attività sportiva per i ragazzi con disabilità ma ci tengo a sottolineare che il valore aggiunto è quello che viene trasmesso con i giocatori alle persone tipiche.

Sedici giocatori con differenti disabilità, quattro monitori diplomati, una figura esperta e una fisioterapista diplomata che assiste la massaggiatrice della squadra con sindrome di Down.

Uno staff completo, capace e disponibile ripagato dalla gioia che i ragazzi trasmettono.